TRAINING DELL'ATTORE

 

DOCENTE:  RAÚL IAIZA

 


Il Training è quel campo del lavoro dell’attore che mantiene attivo il dialogo con i diversi livelli di energia del Corpo-Voce. Attraverso una pratica articolata, fisica e vocale, il Training cerca i ponti tra le diverse discipline ed esperienze dell’attore, verso una organicità della sua presenza scenica.


 

L’insieme delle tradizioni metodologiche del Novecento europeo ha riassunto nella parola Training un ambito di lavoro molto ampio -ma nello stesso tempo preciso- dell’Arte dell’Attore. Il Training dell’Attore, ovvero come mettere in pratica le potenzialità del Corpo-Voce, in attenzione e consapevolezza.

Lo sviluppo di questi processi pre-espressivi nell’attore ha una doppia valenza.

Da una parte accrescere, appunto, il paesaggio delle competenze fisiche, della percezione, dell’attenzione, della dinamica azione-reazione. Dall’altra, però, far emergere nel corso del tempo quelle pratiche specifiche che guideranno l’attore verso la sua personale organicità, per l’incontro con le prove, l’improvvisazione, la composizione e la messa in scena.

Possiamo dire che il Training dell’Attore è un lavoro concreto sulla disponibilità: un vero e proprio cum-crescere, un far crescere insieme i diversi processi dell’attore. Non per il corpo, ma attraverso il corpo.

 

Principali pratiche di riferimento

Plastica (articolazioni-organi, associazione-dissociazione, anatomia artistica applicata, dinamiche pull-push); Acrobatica (grammatiche di peso ed equilibrio, stiramenti posturali e dinamici, torsioni e ponti, discese/salite, salti e cadute, capovolte e dinamiche porteur-agile); Ritmica (pulsazione, accento, contrappunto, dinamiche binarie, ternarie e Aksak, onomatopea ritmica); Sincronizzazione e attenzione (camminate, sequenze geometriche e coreografiche, relazione a corpo libero e con ostacoli fissi); Esercitazioni di ascolto (la musica, la parola, la voce e il silenzio); Esercitazioni di visione (spazio libero e spazi articolati, oggetti d’allenamento); Esercitazioni con le dinamiche di base del costume e delle scarpe; Voce-Canto-Verso (dinamiche di risonanza, di relazione, di fatica, di movimento, chironomia applicata, canti-azione [tradizionali e da lavoro], prosodia applicata [poesia in Volgare]; Drammaturgie del Training (archi temporali, dinamiche singolo-gruppo, immaginario e processi associativi con iconografia, musica, letteratura);

Montaggio e drammaturgia dinamica (azioni-spazio, azioni-musica, azioni-testo, improvvisazione-composizione-agogica); Training individuale/di gruppo/per lo spettacolo.

Alcune figure retoriche e procedimenti metrici come l’enjambement, la sinalefe e l’allitterazione saranno oggetto di studio caso per caso, in ascolto e osservazione della specifica poetica di ciascun materiale, e in esplorazione dei vantaggi tecnici attorali che questi esercizi producono.

In questo lavoro, fisico e teorico, l’allievo ha la possibilità di affinare e percepire la relazione tra sentire e comunicare, avere conoscenze ed esprimerle. In questo senso potrà percepire la propria responsabilità deontologica nel consegnare all’ascolto la parola scritta, ponendosi come mediatore, attraverso la parola parlata, tra la parola scritta dall’autore e la parola ascoltata dal pubblico.

 


 

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