Tecniche Vocali

Docente: Paola Bigatto

L’obiettivo delle lezioni è quello di mettere in relazione le tecniche vocali con elementi di struttura del discorso, in particolare relativi alla metrica italiana. Il lavoro sarà eminentemente fisico, poiché lo scopo didattico consiste principalmente nel far percepire la parola come un fatto corporeo, prodotto di una vera e propria coreografia dell’apparato fonatorio.

Le lezioni verranno strutturate sulla base di un riscaldamento vocale volto alla cura della formazione delle vocali e alla articolazione delle consonanti, in continuità rispetto al lavoro tecnico del primo anno. A tal fine verranno lavorati singoli versi della poesia italiana classica, in particolare tratti dalla Divina Commedia.  

Il poema dantesco è il luogo privilegiato dove l’attore può osservare l’inestricabile relazione tra senso e suono, contenuto e forma, che impone, perché sia esplorato nella sua interezza, una relazione organica tra pensiero (immagini, azioni, percezioni) e articolazione fonica. 

In un continuo passaggio tra lavoro tecnico e lavoro teorico, verranno forniti elementi di metrica, e subito consegnati al lavoro fisico della fonazione (il lavoro si svolgerà in piedi, in cerchio, e “a tavolino”, in un passaggio agile tra l’una e l’altra modalità). In particolare verrà analizzata la struttura dell’endecasillabo con la sua varietà di accenti, ma non sarà trascurata la poesia contemporanea con attenta osservazione ritmica del verso libero.

Alcune figure retoriche e procedimenti metrici come l’enjambement, la sinalefe e l’allitterazione saranno oggetto di studio caso per caso, in ascolto e osservazione della specifica poetica di ciascun materiale, e in esplorazione dei vantaggi tecnici attorali che questi esercizi producono.

In questo lavoro, fisico e teorico, l’allievo ha la possibilità di affinare e percepire la relazione tra sentire e comunicare, avere conoscenze ed esprimerle. In questo senso potrà percepire la propria responsabilità deontologica nel consegnare all’ascolto la parola scritta, ponendosi come mediatore, attraverso la parola parlata, tra la parola scritta dall’autore e la parola ascoltata dal pubblico.